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Parte da Fasano una querela per Volkswagen

A depositarla è stato l’avvocato fasanese Giuseppe Dipasquale, per conto di un suo assistito: obiettivo è quello di ottenere un risarcimento danni per il polverone “dieselgate”

Parte da Fasano una delle prime querele del centrosud Italia ai danni del Gruppo Volkswagen. A depositarla è stato l’avvocato fasanese Giuseppe Dipasquale, per conto di un suo assistito: questa iniziativa consentirà al querelante, proprietario di un veicolo del gruppo automobilistico tedesco, di ottenere un risarcimento danni per il polverone “dieselgate” che ha investito il noto marchio tedesco.

Truffa aggravata e frode in commercio è l’accusa messa nero su bianco nella querela in questione per il «dieselgate», che nel mondo coinvolge 11 milioni di auto del marchio tedesco con il motore «taroccato» per rientrare nel livello di emissioni «Euro 5» dei gas di scarico. Secondo il legale fasanese, “i valori di emissioni e consumi sono stati falsati, con «artifici e raggiri» e gli acquirenti sono stati, quindi, tratti in inganno in quanto hanno acquistato auto con caratteristiche ben differenti rispetto a quelle dichiarate ufficialmente dal Gruppo Volkswagen”.

L’avvocato Giuseppe Dipasquale, dunque, ha scelto di agire per la tutela degli interessi del proprio assistito mediante lo strumento giuridico della querela – una delle prime in Italia per tale caso -, poiché, a differenza di un’azione civile, non c’è l’obbligo di quantificare subito il danno e la querela può essere ritirata in qualsiasi momento, nell’eventualità di un risarcimento.

Pertanto, i possessori di automobili Volkswagen coinvolte nello scandalo di dimensioni mondiali “dieselgate” vedono aprirsi delle possibilità di ottenere un risarcimento danni dalla casa automobilistica tedesca per quanto subito, mediante l’esercizio di azioni legali, tra le prime in Italia, intentate proprio da un avvocato fasanese.

Per quanto riguarda le cause civili, dal Piemonte arriva la notizia del fallimento del tentativo di mediazione tra Volkswagen e due automobilisti cuneesi, proprietari di un’Audi, che chiedevano di essere risarciti per il dieselgate. L’incontro, richiesto dai legali per cercare di raggiungere un accordo, non è andato a buon fine perché la multinazionale ha dichiarato di voler attendere gli accertamenti delle autorità tedesche. «A questo punto – hanno spiegato gli avvocati – non ci resta che intraprendere la strada della causa».