L’ex dipendente di due note aziende fasanesi è stato condannato per furto pluriaggravato e risarcimento del danno in favore delle due società proprietarie delle due carte carburante

Il Tribunale monocratico di Brindisi, con sentenza del 4.6.2021 resa a seguito di giudizio abbreviato, ha condannato C. A., di anni 32, residente in Pezze di Greco, per il reato di furto pluriaggravato, alla pena di mesi 8 di reclusione ed euro 344,00 di multa, oltre spese processuali, nonché al risarcimento del danno e delle spese legali in favore delle parti civili costituite Lepore Mare S.p.a. e Mare Service S.r.l., assistite e difese nel processo penale dall’Avv. Giuseppe Dipasquale.

Questi i fatti: l’imputato, ex dipendente delle aziende fasanesi Lepore Mare S.p.a. e Mare Service S.r.l. sottraeva in maniera fraudolenta due schede carburante “CARTISSIME Q&” di proprietà delle precitate società, utilizzandole illecitamente per diversi mesi per rifornire le proprie autovetture, per un importo complessivo di circa 20.000,00 euro.

La Lepore Mare S.p.a. e la Mare Service S.r.l., resesi conto della sottrazione delle due schede carburante e dei rifornimenti anomali ed illegittimi in corso, procedevano a bloccare le carte in questione ed a presentare una articolata denunzia-querela alla Procura della Repubblica di Brindisi a mezzo dell’Avv. Giuseppe Dipasquale.

Grazie alle preziose ed accurate indagini svolte dai Carabinieri di Fasano, i quali procedevano ad importanti accertamenti natura tecnica, nonché all’escussione a sommarie informazioni di diversi testimoni, veniva individuato quale responsabile dei furti in questione il C. A..

La Lepore Mare S.p.a. e la Mare Service S.r.l., costituitesi parti civili nel successivo processo penale a mezzo del difensore e procuratore speciale Avv. Giuseppe Dipasquale, vedevano riconosciute ed accolte, per il tramite del proprio difensore, tutte le richieste risarcitorie avanzate, ivi compreso il pagamento di una somma a titolo di provvisionale sul maggior danno a carico dell’imputato ed al cui pagamento il Giudice ha subordinato la sospensione condizionale della pena in favore dello stesso.

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L’uomo aveva pagato la vettura con un assegno bancario risultato oggetto di furto nella provincia di Potenza

Consegna assegno bancario di 26.000,00 euro per l’acquisto di una autovettura a nota concessionaria del fasanese, effettuando successivamente una falsa denuncia di smarrimento del titolo per evitarne il pagamento: condannato per il reato di calunnia.

Il Tribunale monocratico di Potenza ha condannato ieri (5/12/2018) alla pena di anni due di reclusione ed al risarcimento del danno, oltre spese legali in favore degli Avv.ti Gianluca Sardella e Giuseppe Dipasquale che hanno assistito la concessionaria fasanese durante il processo penale, D.B. R. di anni 61, per il reato di calunnia commesso in Palazzo San Gervasio (PZ) nell’anno 2014.

Questi i fatti: l’imputato, recatosi presso una nota concessionaria di auto del fasanese, aveva proceduto all’acquisto di una lussuosa Mercedes, consegnando al titolare un assegno bancario dell’importo di euro 26.000,00.

Successivamente l’amara scoperta: il concessionario fasanese, dopo aver posto all’incasso il titolo, scopriva che lo stesso non poteva essere incassato in quanto gravava su di esso una denuncia di smarrimento sporta nella provincia di Potenza.

A questo punto il commerciante fasanese sporgeva a sua volta una denuncia-querela per rivendicare i propri diritti, denuncia a seguito della quale veniva incardinato il giudizio penale dinanzi al Tribunale di Potenza per competente territoriale.

Il commerciante fasanese, costituitosi parte civile nel giudizio ed assistito dagli avv.ti Gianluca Sardella e Giuseppe Dipasquale, dopo una articolata istruttoria dibattimentale, ha visto riconosciuti i propri diritti, ivi compreso il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva a proprio favore dell’importo di euro 26.000,00 euro.

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Dopo due eccezioni preliminari sollevate dall’avvocato fasanese Giuseppe Dipasquale è arrivata la prescrizione del reato per gli imputati

Si è concluso qualche giorno fa il processo dinanzi al Tribunale monocratico di Brindisi per presunti reati in materia di appalti pubblici, dibattimento nel quale, tra i tre imputati, figuravano due fasanesi quali legali rappresentanti di importanti aziende di costruzione site nel nostro Comune. Dopo due eccezioni preliminari di carattere processuale sollevate dal difensore di uno dei due imputati, avv. Giuseppe Dipasquale, ed inerenti dei profili di nullità che caratterizzavano il decreto di citazione a giudizio, il Tribunale ha dovuto differire di vari mesi e per ben due volte il processo e l’inizio dell’istruttoria dibattimentale per sanare i vizi in questione, ciò che ha comportato quindi il proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato per tutti gli imputati su richiesta dei rispettivi difensori.

Ai tre imputati era contestato il reato ex art. 21 l. 646/1982, per la concessione in subappalto di parte delle opere senza la preventiva autorizzazione della pubblica amministrazione appaltante del Comune di San Vito Dei Normanni. La vicenda risale al 2012, allorquando dei funzionari ispettivi della Direzione del lavoro di San Vito dei Normanni, in seguito ad un sopralluogo in un cantiere di appalto a San Vito dei Normanni, riscontravano delle irregolarità e delle violazioni di carattere penale.

Fonte articolo: Osservatoriooggi.it

Una delle primissime pronunce in Italia riconosce un ulteriore risarcimento ai viaggiatori, oltre al prezzo del biglietto già rimborsato autonomamente dalla Compagnia Aerea

Ll giudice di pace di Brindisi, con sentenza del 2.5.2018, ha condannato Ryanair a risarcire una coppia di giovani fidanzati fasanesi i quali avevano subito la cancellazione del proprio volo Brindisi-Parigi del 15/12/2017, a causa degli scioperi del personale della compagnia aerea indetti in quel periodo.

La coppia aveva già ricevuto il consueto risarcimento del prezzo del biglietto dalla medesima compagnia aerea a titolo di “compensazione pecuniaria”, ma ha comunque intentato, a mezzo dei propri avvocati Gianluca Sardella e Giuseppe Dipasquale di Fasano, un’azione giudiziaria nei confronti di Ryanair per vedere riconosciuto anche un indennizzo per i costi già sostenuti per la prenotazione dell’hotel, nonché per il “danno da vacanza rovinata”.

Ed il Giudice di pace di Brindisi, con quella che può considerarsi una sentenza “pilota” per le richieste di risarcimento indirizzate dai viaggiatori nei confronti di Ryanair per i numerosi voli cancellati proprio nel mese di dicembre 2017, ha riconosciuto ai due ragazzi fasanesi un risarcimento per le spese già sostenute per l’albergo e le altre strutture già prenotate, nonché il risarcimento danni da vacanza rovinata, oltre interessi e pagamento delle spese legali, nonostante il vettore aereo abbia eccepito con forza sia l’incompetenza territoriale del Giudice italiano sia la natura “eccezionale” dello sciopero del personale.

Link articolo: Fasanolive

Assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto” il fasanese N.S. di anni 51, imputato nella vicenda degli illegittimi rinnovi delle patenti professionali

Il Tribunale di Brindisi, con sentenza del 9 maggio 2018, ha assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto” il fasanese N.S. di anni 51, imputato per concorso in reati di falso in certificazione amministrativa in relazione ad illegittimi rinnovi della carta di qualificazione del conducente (CQC).

L’uomo, difeso dall’Avv. Giuseppe Dipasquale di Fasano, ha visto riconosciuta dal Giudice monocratico di Brindisi la propria estraneità rispetto ai fatti-reato lui contestati dalla Procura della Repubblica di Brindisi.

Il processo penale in questione vedeva imputati, insieme al fasanese, altre 10 persone, tra cui anche iltitolare di una scuola guida di Fasano.

L’indagine era scattata nel maggio 2014, a seguito della segnalazione della motorizzazione civile di Brindisi di anomalie nella istruzione delle pratiche di rinnovo dei cosiddetti CQC provenienti tutte dalla stessa autoscuola nel nord brindisino.

Secondo l’ipotesi accusatoria e la copiosa attività di indagine, l’istruttore della scuola guida di Fasanoavrebbe ricevuto un corrispettivo per il rinnovo del CQC da parte dei richiedenti, producendo falsamente le attestazioni di frequenza dei corsi ed il visto del funzionario con i relativi timbri, procedura che permetteva il rinnovo delle patenti di guida professionali senza che venisse frequentato, da parte degli interessati, alcun corso obbligatorio abilitante all’esercizio di autista professionale per trasporto di merci e persone.

Fonte articolo: Fasanolive

FASANO – Si è concluso il 5 ottobre scorso il processo penale che vedeva imputato il fasanese M.M. di anni 45, il quale dinanzi al tribunale monocratico di Brindisi era chiamato a rispondere dei reati di detenzione illegittima di 2841 munizioni da caccia, trasferimento illegittimo di armi e di omessa custodia di armi anche con riferimento a soggetti inesperti. Ebbene, M.M., difeso dall’avv. Giuseppe Dipasquale di Fasano, è stato assolto con formula piena dal Giudice del tribunale di Brindisi, il quale ha accolto tutte le doglianze difensive avanzate al termine della articolata istruttoria dibattimentale che vedeva tra i testimoni indicati dal pubblico ministero nella propria lista anche cinque carabinieri.

I fatti risalgono al marzo del 2015, quando ai carabinieri di Pezze di Greco veniva segnalata, all’interno di un locale adibito ad autocarrozzeria sito nella medesima località, un’autovettura rubata a Bitritto e rintracciata tramite dispositivo satellitare di cui era dotata. Dal sopralluogo dei militari all’interno dell’officina veniva rinvenuta l’autovettura oggetto di furto ed altri oggetti riconducibili ad alcune auto rubate nelle province di Bari, nonché tre fucili da caccia (di cui due semiautomatici ed una doppietta) e 2.841 munizioni. All’interno dell’officina i militari al momento del sopralluogo trovarono il fasanese M.A. di anni 75, il quale era imputato anch’egli nel medesimo processo penale per i fatti in questione ed è stato assolto con formula piena con riferimento ai reati di ricettazione ed omessa custodia di armi, sempre difeso dall’Avv. Giuseppe Dipasquale.

Assoluzione di un mio assistito dai reati di diffamazione e violenza privata.
Di particolare rilievo l’ottenuta applicazione della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p. per il reato ex art. 610 c.p., nonostante la contestata continuazione tra reati ex art. 81 cpv. c.p. e plurimi episodi di violenza e minaccia.

Il giudice ha accolto la tesi difensiva avanzata al termine della articolata istruttoria dibattimentale che vedeva tra i testimoni anche cinque carabinieri

Si è concluso mercoledì scorso il processo penale che vedeva imputato il fasanese M.M. di 45 anni, il quale – dinanzi al Tribunale monocratico di Brindisi – era chiamato a rispondere dei reati di detenzione illegittima di 2841 munizioni da caccia, trasferimento illegittimo di armi e di omessa custodia di armi anche con riferimento a soggetti inesperti.

L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Dipasquale di Fasano, è stato assolto con formula piena: il giudice ha accolto la tesi difensiva avanzata al termine della articolata istruttoria dibattimentale che vedeva tra i testimoni indicati dal pubblico ministero nella propria lista anche cinque carabinieri.

I fatti risalgono al marzo del 2015 quando ai carabinieri di Pezze di Greco veniva segnalata, all’interno di un locale adibito ad autocarrozzeria della popolosa frazione fasanese, un’autovettura rubata a Bitritto e rintracciata tramite dispositivo satellitare di cui era dotata.

Dal sopralluogo dei militari all’interno dell’officina veniva ritrovata l’autovettura oggetto di furto ed altri oggetti riconducibili ad alcune auto rubate nelle province di Bari, nonché tre fucili da caccia (di cui due semiautomatici ed una doppietta) e 2.841 munizioni.

All’interno dell’officina i militari al momento del sopralluogo trovarono il fasanese M.A. di 75 anni, il quale era imputato anch’egli nel medesimo processo penale per i fatti in questione ed è stato assolto con formula piena con riferimento ai reati di ricettazione ed omessa custodia di armi, sempre difeso dall’avvocato Dipasquale.

 

Fonte: Fasanolive.com

Assoluzione del mio assistito da parte del GUP di Bari dal reato ex art. 615-ter, commi 2 e 3, c.p., grazie ad investigazioni difensive ed accoglimento della tesi difensiva di mancanza di prova da parte dell’Accusa, oltre ogni ragionevole dubbio ex art. 533 c.p.p., di un fine personale tra le ricerche effettuate ed il soggetto agente, nonchè dell’assenza di norme che impongono al Pubblico ufficiale di redigere una annotazione di servizio in caso di accessi SDI.

L’avvocato Giuseppe Dipasquale ha presentato un eccezione preliminare: il suo cliente, un imprenditore fasanese, verso la prescrizione

Si è svolta, nei giorni scorsi, la prima udienza dibattimentale dinanzi al Tribunale penale di Brindisi del processo per presunti reati in materia di appalti pubblici, dibattimento nel quale, tra i tre imputati, figurano due fasanesi quali legali rappresentanti di importanti aziende di costruzione site nel nostro Comune.

All’udienza, grazie ad una eccezione preliminare inerente un vizio del decreto di citazione a giudizio sollevata dall’avvocato fasanese Giuseppe Dipasquale, difensore di uno dei due imputati fasanesi, il Giudice del Tribunale di Brindisi ha dovuto rinviare di diversi mesi il processo in questione, al fine di sanare il vizio rilevato dal giovane legale.

Ed a causa di tale importante rinvio, per i reati in questione aleggia l’ombra della prescrizione, posto che trattasi di fatti-reato non particolarmente recenti.

Fonte articolo: Osservatoriooggi.it