Non sono più intoccabili. Il muro di gomma delle multinazionali con sede a Dublino è crollato sotto i colpi dello studio legale di Gianluca Sardella. Il giovane avvocato fasanese ha ottenuto quello che molti ritenevano impossibile: una condanna pesantissima contro Ryanair, costretta a pagare circa 25mila euro a un imprenditore locale.

Davide batte Golia
Mentre migliaia di passeggeri si arrendono a rimborsi miseri che coprono a malapena il volo, lo Studio Sardella ha scelto la linea dura. Niente compromessi, solo una difesa d’acciaio che ha smascherato i giganti dei cieli.

“Non è solo una vittoria economica, è un segnale: la professionalità del nostro territorio può mettere in ginocchio chiunque.”

Un precedente storico
Questa non è una semplice causa vinta, è un terremoto legale. La sentenza apre le porte a migliaia di ricorsi: da oggi, i viaggiatori sanno che con la giusta “cattiveria” professionale e competenza, anche i colossi mondiali possono essere condannati a risarcimenti record.

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Perché questa versione funziona:
Termini Forti: Parole come “Trema”, “Straccia”, “Sentenza Shock”, “Muro di gomma” creano urgenza e curiosità.

Focus sul Risultato: I 25.000 euro sono messi in grassetto per dare subito l’idea dell’entità della vittoria.

Identità Locale: Esalta il talento “fasanese” contro la multinazionale “straniera”, un angolo che piace molto ai lettori.

Cosa è la prescrizione?

L’eccezione di prescrizione è una difesa molto utilizzata dagli istituti di credito, che hanno sfruttato ed utilizzano questo argomento per contenere al massimo la restituzione di indebito. Infatti, laddove opera la prescrizione l’importo da restituire al correntista si riduce progressivamente. La prescrizione opera come una vera e propria sanatoria sulle illegittimità perpetrate dagli istituti di credito ai danni del correntista.

Come opera la prescrizione su conto corrente?

La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite 24418/10 detta i principi su come opera la prescrizione, quindi si può affermare, senza timore di smentita, che tutto il contenzioso bancario attuale, per la parte relativa alla prescrizione, trova la sua principale fonte in questa pronuncia.
>La sentenza trae origine proprio dalla impugnazione in sede di legittimità, di una sentenza della Corte d’Appello di Lecce, che vedeva coinvolto un correntista ed un istituto di credito.
Molto sinteticamente la Sentenza delle Sezioni Unite detta i criteri tecnici per individuare l’operatività della prescrizione nel caso di conti aperti.

Cosa sono le rimesse solutorie e ripristinatorie?

Secondo le Sezioni Unite le rimesse solutorie, cioè tutti i versamenti effettuati dal correntista con natura di pagamento di interessi, commissioni, spese ed altri oneri, hanno la funzione di prescrivere le competenze pregresse al versamento, che anche se illegittime, essendo prescritte non rendono più operante il diritto del correntista a vedersele restituite.

Come si stabilisce la natura solutoria della rimessa?

Le Sezioni Unite hanno dettato i criteri per qualificare le rimesse come solutorie, cioè pagamenti, o ripristinatorie della provvista, cioè utili semplicemente a riespandere l’utilizzo del fido.
>Il criterio è che tutti i versamenti effettuati dal correntista oltre il limite del fido, o con fido pari a zero, hanno natura solutoriapertanto sono idonei a prescrivere le competenze addebitate dalla banca. Invece, i versamenti effettuati entro i limiti del fido hanno natura ripristinatoria, dunque, non sono idonei a prescrivere le competenze bancarie.

Quali elementi qualificano le rimesse come solutorie?

Il dibattito dottrinale e giurisprudenziale, riguarda diversi aspetti. Si discute sul fido di fatto, ossia sul fatto di poter dimostrare l’esistenza di un affidamento, anche se non vi è un contratto che ne stabilisce l’ammontare.
>La Cassazione ha affrontato la questione chiarendo che il correntista può documentare l’esistenza del fido anche mediante documenti diversi dai contratti, e quindi ad esempio con una visura della centrale rischi di Banca d’Italia, o mediante gli stessi estratti conto (cfr. Cass 2338/2024).
>L’altra rilevante questione è costituita dalla corretta quantificazione del saldo di conto corrente da considerare per capire se il saldo operava entro o oltre i limiti del fido. Sul punto, la Cassazione con Sentenza n° 9141/2020, cui sono seguite in senso conforme altre pronunce, ha chiarito che le poste contabili generate da clausole nulle devono essere escluse dal saldo di conto, sull’assunto che la clausola nulla è improduttiva di effetti. Quindi, accertata la nullità delle clausole contrattuali, i saldi del conto devono essere sterilizzati dagli addebiti posti in essere sulla base di clausole nulle. Solo all’esito di tale epurazione si può procedere con la verifica sulla prescrizione.

La Corte di Appello di Lecce

Ebbene, la Corte d’Appello di Lecce, che come detto ha pronunciato la Sentenza dalla quale hanno preso le mosse le Sezioni Unite nel 2010, finora non aveva condiviso il principio secondo il quale occorre sterilizzare i saldi degli addebiti generati da clausole nulle.
Con la Sentenza che qui commento n. 59/2025 del 27/01/2025, che mi ha visto direttamente impegnato come Consulente Tecnico di parte, al fianco dell’Avv. Gianluca Sardella del foro di Brindisi, difensore della società correntista, la Corte d’Appello di Lecce rivede il proprio orientamento in materia di prescrizione. Infatti, come ha scritto espressamente il Collegio ripensando alla questione più approfonditamente “melius re perpensa”, per accertare la prescrizione occorre preliminarmente depurare i saldi del conto corrente di tutte le poste illegittime. Successivamente a tale rettifica, si può procedere con l’individuazione della parte solutoria di ogni singolo versamento effettuato dal correntista.
Con questa motivazione che fa propri i principi espressi in Cass 9141/20 la Corte di Appello di Lecce rivede un orientamento che era di segno opposto e che si era consolidato.
Quindi anche per la Corte di Appello di Lecce che, finora, non aveva condiviso questo principio, il saldo deve essere rettificato prima di accertare la natura solutoria o ripristinatoria dei versamenti effettuati dal correntista.

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Accolta l’istanza dell’Avv. Gianluca Sardella a tutela di un fideiussore vittima di pratiche bancarie illegittime.

Una storica sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi ha reso giustizia a un cittadino fasanese che, in veste di fideiussore, si era visto richiedere ingiustamente enormi somme di denaro da un istituto di credito. La vicenda, che rischiava di ridurre sul lastrico il cliente, si è ribaltata grazie all’intervento legale dello Studio.

L’Avv. Gianluca Sardella, difensore del malcapitato, ha condotto una serrata battaglia legale, evidenziando numerose anomalie e illegittimità nell’operato della banca. Attraverso perizie tecniche d’ufficio e contabili, è stato dimostrato l’inadempimento dell’obbligo di buona fede da parte dell’istituto, nonché l’illegittima applicazione di interessi anatocistici e la nullità dei contratti di fideiussione stipulati.

Il Giudice ha integralmente rigettato le pretese della banca, condannandola a restituire all’attore l’importo di oltre 139.000 euro, oltre alla cancellazione delle garanzie indebitamente attivate. Un risultato straordinario che conferma l’impegno del nostro Studio nella tutela dei consumatori e delle imprese contro i soprusi del sistema bancario.

Fonte: Piazza Ciaia

Risponde all’interrogativo il Tribunale Civile di Brindisi con la Sentenza n°1184/2023, nella quale sono affrontate dettagliatamente le questioni inerenti la gestione del conto in ordine agli addebiti illegittimi, in particolare anatocismo, tassi ultralegali, CMS ed usura bancaria e l’escussione della fideiussione ai danni dei garanti della società. Tuttavia prima di esaminare la sentenza è opportuno chiarire alcune circostanze utili a comprenderne il significato.

Qual è il ruolo del fideiussore nei rapporti bancari?

È frequente che i rapporti di apertura di credito in conto corrente, ma più in generale tutti i rapporti di finanziamento, siano garantiti da una o più fideiussioni. Di norma per le società di capitali, nel nostro tessuto economico la più diffusa è la SRL, garantiscono per gli affidamenti concessi dalla banca, e più in generale per i finanziamenti, gli amministratori ed i soci. Quindi laddove la società garantita non sia in grado di rientrare del fido o più in generale di rimborsare il credito concesso dalla banca sono chiamati in causa i fideiussori che sono a tutti gli effetti debitori della banca, entro il limite di importo previsto dalla fideiussione stessa.

Il pagamento del conto affidato o il finanziamento garantito dal fideiussore è sempre dovuto?

È possibile che a fronte della richiesta di pagamento della banca, un puntuale esame dei contratti e degli estratti conto porti alla luce la presenza di interessi e competenze non dovute, a causa dell’applicazione di illegittimo anatocismo, tassi ultralegali non validamente pattuiti, presenza di interessi usurari, addebito di CMS illegittime o di altre commissioni spese ed oneri non dovuti.
In tali casi la ricostruzione contabile del conto corrente, mediante perizia econometrica può letteralmente modificare il saldo del conto talvolta giungendo ad azzerare le esposizioni debitorie o addirittura trasformando quello che secondo gli estratti conto bancari è un debito in un credito per il correntista.
Ebbene, in tali situazioni è certo che il debitore principale può agire per la restituzione di quanto pagato illegittimamente, ma non sempre è chiaro cosa può fare il fideiussore.

Come può tutelarsi il fideiussore secondo la legge?

Secondo le regole generali del codice civile, in particolare secondo gli articoli 1945 e 1949 del Codice Civile il fideiussore che effettui un pagamento nei confronti del creditore garantito può opporre le eccezioni che spettano al debitore principale ed è surrogato nei diritti del creditore. In sintesi, il fideiussore paghi un debito che si rivela non essere dovuto egli può esercitare nei confronti del creditore l’azione di ripetizione di indebito ai sensi dell’art. 2033 C.C. . L’azione di ripetizione è lo strumento per ottenere la restituzione delle somme pagate in assenza di una giustificazione

Cosa può fare il fideiussore di un fido o di un conto corrente di fronte alla richiesta di pagamento della banca?

Entrando nel dettaglio della vicenda oggetto della sentenza del Tribunale di Brindisi il disperato fideiussore, vistosi praticamente privato di tutte le proprie disponibilità economiche e l’azienda che – inspiegabilmente – si era vista chiudere ogni rapporto con l’istituto di credito; operazione, quest’ultima, che ne aveva di fatto decretato – di lì a poco – il fallimento, hanno fatto esaminare l’affidamento intrattenuto con la banca.
La perizia econometrica sviluppata ha accertato, mediante una particolareggiata ricostruzione contabile che il reale saldo sarebbe stato a credito della società di ben € 257.775,51 a credito della società e non a suo debito.
Tuttavia la banca aveva escusso pegni concessi dal fideiussore e dalla società per complessivi € 139.046,14.
La causa avviata dall’Avv. Gianluca Sardella, professionista ormai operante da diversi anni in prima linea per far accertare i soprusi degli istituti di credito contro i malcapitati correnti, sulla base di tale perizia, ha avuto una articolata istruttoria culminata in una complessa Consulenza Tecnica d’Ufficio nell’ambito della quale la Kipling ed il Dott. Francesco Leo hanno partecipato attivamente alle operazioni peritali garantendo la difesa tecnica della correntista e del fideiussore. In tale ambito l’esperto nominato dal Tribunale come CTU ha potuto accertare la fondatezza delle pretese creditorie del correntista e del fideiussore e la conseguente inesistenza dell’esposizione debitoria al momento dell’escussione della fideiussione.

Quali sono le difese della banca a fronte della contestazione del fido?

Nel corso del processo numerose sono state le eccezioni sollevate dalla banca per contrastare le contestazioni sviluppate dal fideiussore. Le principali eccezioni sono relative alla intercorsa prescrizione delle rimesse solutorie, alla irripetibilità degli interessi in quanto versati in adempimento di un’obbligazione naturale ex art. 2034 c.c., alla mancata contestazione da parte della correntista degli estratti conto adducendo che conseguentemente le relative risultanze dovevano intendersi definitivamente approvate, alla asserita non completezza degli estratti conto su cui poter procedere ai ricalcoli.

Il fideiussore può ottenere la restituzione delle somme versate, se il rapporto di affidamento è viziato da anatocismo, usura bancaria e altri profili di illegittimità?

Il tribunale ha ritenuto di rigettare tutte le eccezioni ed ha accertato che al momento dell’escussione dei pegni la società garantita era creditrice della banca e non già debitrice. Pertanto il Giudicante ha dichiarato l’illegittimità di dette escussioni condannando la banca sia a restituire tutte le somme al malcapitato fideiussore, sia a ripetere alla società quanto indebitamente corrisposto durante il rapporto contrattuale.
Infatti, la Sentenza n°1184/2023 del Tribunale Civile di Brindisi ha condannato la banca a “corrispondere al fideiussore la somma di € 139.046,14 derivante dalle illegittime escussioni di due pegni su due polizze vita poste a garanzia di aperture di credito su conto corrente, nonché a corrispondere alla società correntista la somma di € 28.605,67 quale ricalcolo del saldo dare/avere del conto corrente; somme da maggiorarsi degli interessi legali dalla domanda giudiziale al saldo”.
È Quindi evidente che il fideiussore può agire per ottenere la restituzione del maltolto.

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L’Avv. Gianluca Sardella difende l’impresa esecutrice contro la risoluzione contrattuale del Comune di Fasano.

Un aspro contenzioso legale vede contrapposti il Comune di Fasano e la ditta edile Edil Sar.Tom in merito ai lavori di riqualificazione del porticciolo di Torre Canne. A seguito della risoluzione del contratto operata dall’Ente locale, l’impresa esecutrice è passata al contrattacco per tutelare i propri diritti e investimenti.

Attraverso il proprio difensore, l’Avv. Gianluca Sardella, l’azienda ha presentato formale atto di citazione presso il Tribunale di Brindisi, contestando l’illegittimità della revoca dell’appalto. La richiesta di risarcimento danni avanzata ammonta a oltre sette milioni e mezzo di euro, somma che comprende la contabilizzazione dei lavori già eseguiti, i danni per il cantiere fermo, il fermo macchine e la perdita di chance.

Lo Studio Legale è impegnato in prima linea per dimostrare l’infondatezza delle contestazioni mosse dal Comune e ripristinare la posizione giuridica e patrimoniale dell’impresa coinvolta.

Fonte:

L’Avv. Gianluca Sardella interviene personalmente all’estero per curare il recupero del mezzo sottratto.

Proseguono gli sviluppi sulle indagini relative alla scomparsa di veicoli nuovi noleggiati presso aziende fasanesi e fatti sparire all’estero da organizzazioni criminali. L’ultimo ritrovamento riguarda un furgone Renault Trafic, intercettato dalle autorità di polizia rumene al confine con l’Ucraina.

La complessa operazione di localizzazione è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra i detective privati incaricati dall’agenzia di noleggio e l’Interpol. A curare gli intricati aspetti burocratici e legali transfrontalieri per la restituzione del mezzo è l’Avv. Gianluca Sardella.

Il legale si recherà personalmente in Romania nelle prossime settimane per completare le pratiche di recupero e riportare il furgone in Italia, affiancando costantemente l’imprenditore vittima del raggiro e garantendo un’assistenza legale che non si ferma ai confini nazionali.

Fonte: Piazza Ciaia

Azione legale congiunta Italia-Marocco. Il team legale dello Studio al fianco degli imprenditori truffati.

Una vasta indagine condotta dalla Polizia Stradale e dall’Interpol ha portato alla luce un sofisticato sistema truffaldino: una gang noleggiava auto di lusso – tra cui eleganti berline Mercedes a Fasano – con documenti fittizi, per poi farle sparire nel nulla e re-immatricolarle nel mercato estero, in particolare in Nord Africa.

Dopo la denuncia per appropriazione indebita presentata dagli imprenditori locali colpiti dalla frode, si è attivata una complessa macchina investigativa e giudiziaria. La tutela legale dell’autonoleggiatore fasanese è stata assunta dall’Avv. Gianluca Sardella, il quale lavora in stretta collaborazione con colleghi internazionali, tra cui l’Avvocato Kaoutar Badrane per il foro marocchino.

L’obiettivo dello Studio è monitorare gli sviluppi dell’indagine internazionale e compiere tutte le azioni necessarie nei tribunali esteri per ottenere la confisca dei veicoli rubati e la loro restituzione ai legittimi proprietari italiani.

Fonte: Cronaca di Fasano

Scatta l’indagine internazionale. Lo Studio Legale si attiva per il recupero del mezzo oltre confine.

Un’intricata rete di traffico internazionale di autovetture è stata portata alla luce a seguito della denuncia di un imprenditore fasanese del settore autonoleggio. Una Mercedes Classe E, regolarmente noleggiata ma mai restituita, è scomparsa nel nulla per poi essere rintracciata in Marocco, dopo aver attraversato il varco di Tangeri ed essere stata re-immatricolata.

La truffa, perpetrata con documenti falsi, ha fatto scattare un’operazione su larga scala. A tutela degli interessi dell’azienda fasanese, l’Avv. Gianluca Sardella, in sinergia con l’Avv. Kaoutar Badrane (professionista operante in Marocco), ha tempestivamente attivato tutte le procedure legali e diplomatiche necessarie.

L’obiettivo del team legale è cooperare con le autorità competenti per ottenere il sequestro e la restituzione del veicolo all’imprenditore, dimostrando la capacità dello Studio di operare efficacemente anche in complessi scenari di diritto internazionale e transfrontaliero.

Fonte: Piazza Ciaia

Il Tribunale di Brindisi accoglie le richieste della parte civile rappresentata dagli Avv. Gianluca Sardella e Giuseppe Dipasquale.

Il Giudice Monocratico del Tribunale di Brindisi ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di due soggetti, riconosciuti colpevoli del reato di appropriazione indebita aggravata ai danni di una società di autonoleggio di Fasano. I fatti risalgono a quando i due imputati, dopo aver noleggiato una vettura con la promessa di restituirla entro breve tempo, fecero perdere le proprie tracce rendendosi irreperibili.

La ditta fasanese si è costituita parte civile nel processo penale, affidando la propria tutela legale agli Avvocati Gianluca Sardella e Giuseppe Dipasquale. Grazie all’incisiva azione legale dei difensori, il Tribunale non solo ha condannato gli imputati a complessivi dieci mesi di reclusione, ma ha anche riconosciuto all’azienda il pieno diritto al risarcimento dei danni subiti.

L’ammontare del risarcimento, comprensivo delle spese legali, si aggira intorno ai 12.000 euro, segnando un’importante vittoria per la tutela delle imprese locali contro le frodi commerciali.

Fonte: